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CORSI DI PREVENZIONE DEL DISAGIO

Di quale "cura" hanno bisogno i figli? La qualità delle relazioni in famiglia e nella comunità

Nella realtà scolastica accade spesso che l’allievo manifesti comportamenti inadeguati al contesto o reagisca in maniera “aggressiva” e “maleducata” alle osservazioni dei docenti. Si possono riportare possibili cause che possono essere attribuite ai cambiamenti fisiologici di un organismo che si sta trasformando, oppure ai disagi familiari (separazione dei genitori, morte di un parente stretto, di un amico, ecc.), al disorientamento rispetto la scelta scolastica che l’adolescente deve fare, o ancora alla mancanza di feeling verso il metodo didattico dell’insegnante ed altro ancora. I comportamenti che creano il “problema” in classe sono interconnessi molto frequentemente alla scarsa motivazione degli alunni rispetto ai processi di apprendimento scolastico. Ciascun insegnante è in grado di agire in modo coerente e concordato con il consiglio di classe nelle svariate situazioni e questo avrebbe un impatto enorme sul comportamento e sulla motivazione del discente. È fondamentale rimanere calmi di fronte a provocazioni e confronti continui; durante le lezioni il docente potrebbe adottare, senza cedimenti e con energia strategie positive di gestione del comportamento per creare, anche “artificialmente”, la motivazione degli studenti. Non permettersi di accumulare una dose eccessiva di frustrazione ponendo aspettative troppo alte nei confronti dei ragazzi, né limitarsi ad accettare il minimo che essi offrono, evitare, inoltre, di sfidarli perdendo le staffe: conviene restare calmi, essere positivi e muovere piccoli passi verso i progressi. Può sembrare una “ricetta” educativa, ma nella stragrande maggioranza delle volte il ragazzo cerca, attraverso “quei” comportamenti l’attenzione dell’adulto, cerca il riconoscimento della sua persona. Essere ascoltato diventa prioritario per lui!! Il team-docente rappresentato dal coordinatore potrebbe proporre ai genitori uno stimolo per riflettere su loro stessi e sulle modalità che mettono in atto per interagire con il figlio, al fine di creare i presupposti per una buona genitorizzazione. Una grossa fonte di disagio per i genitori, nell’educare i figli può derivare dalla scarsa conoscenza che hanno, di loro stessi e del figlio che stanno allevando: conoscere sia le necessità e i bisogni propri sia quelli dei figli può essere di sostegno e incoraggiamento.
Il team-docente può offrire un “canovaccio” ai genitori ricordando loro che è attraverso le riflessioni e le discussioni sui modi di affrontare i diversi stadi evolutivi che si possono acquisire strategie utili per risolvere i problemi che si incontrano nello svolgimento del difficile ruolo di educatori. Nella crescita umana intervengono un insieme di fattori, quali l’unicità del figlio, dell’allievo, e il personale modo di rispondere agli stimoli; l’unicità dei genitori, che si pongono di fronte al figlio con il loro peculiare modo di essere; l’unicità degli insegnanti e della loro interazione con gli allievi dovuta al particolare incontro di quel determinato bambino con quegli adulti-educatori. Ciò che è stato sopramenzionato potrebbe essere approfondito a testimonianza della complessità del processo di crescita che va al di là di semplici interazioni causa-effetto. Per incoraggiare, invece, i genitori nel difficile compito di allevare i propri figli e per ridurre le loro frustrazioni è importante renderli consapevoli dei bisogni che nelle diverse fasi evolutive sperimentano insieme ai propri figli. Educare persone in formazione implica insegnare loro ad usare il proprio pensiero, le proprie emozioni ed il proprio comportamento, in modo che diventino responsabili di se stessi e imparino a risolvere i problemi che di volta, si troveranno ad affrontare. 
Se si considera la famiglia come il primo e il più importante spazio relazionale, nel quale le persone decidono ed imparano chi sono e come essere, si può dedurre che la famiglia è lo spazio privilegiato per la costruzione e lo sviluppo dell’autostima. 
La scuola può supportare il sistema educativo familiare inserendosi con delicatezza e chiarezza al fine di realizzare quella continuità educativa indispensabile per la riuscita del successo formativo. Risultano di fondamentale importanza, inoltre, i riconoscimenti positivi che il team-docenti restituisce agli allievi rendendoli consapevoli delle proprie competenze nel fare le cose. Gli adulti possono inviare in molti modi il messaggio: “Hai fatto bene questa cosa”; “Tu sei competente”: questi sono messaggi importanti da inviare ad ogni età e contengono i riconoscimenti che variano con l’età nonostante il messaggio rimanga identico: “Tu puoi fare bene, tu sei competente” . Se l’allievo persevera nei comportamenti inadeguati, sarà necessario intervenire con una diversa modalità; una proposta particolarmente efficace è quella elaborata da H. Franta (1988), chiamata “tecnica dei tre passi”, tecnica che viene utilizzata proprio per inviare messaggi costruttivi in situazioni di conflitto. Questa modalità è costituita da tre momenti, che prevedono l'espressione chiara di:

 stima, comprensione, poca direzione, proposte costruttive
 comprensione, proibizione in forma impersonale, annuncio di conseguenze
 parole di comprensione, coerente realizzazione delle conseguenze


 
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